Chiara Fantig

Nel claim che accompagna il suo nome c’è la sintesi magica del suo essere e del suo fare: Chiara Fantig, colei che sposa il Rossetto e la Rosa.

Cosa significa portare sulle labbra l’essenza del fiore più noto? Cosa vuol dire accostare alla rosa l’astuccio colorato del rossetto, elemento principe della sensualità femminile?
Significa che il make up del volto, il mondo dei colori, la bellezza insita nella natura e lo spirito romantico convivono nell’expertise di una professionista rara, il cui lavoro è già di per se stesso una sublime alchimia estetica.

Ora facciamo un passo indietro, iniziamo dall’origine. Facciamo come diceva Eraclito: partiamo dal finito per arrivare all’infinito.
Chiara nasce e cresce in Italia, nelle regioni del Nord Est, fra Venezia e la Mitteleuropa. E’ quindi Italiana per origini, famiglia, cuore, cultura e spirito.
Da giovane però sceglie l’Inghilterra e Londra, patria dell’anticonformismo, dove inizia a scoprire la vastità dei processi creativi.

Poi il colpo di fulmine integrale per la Francia e Parigi, dove scopre l’universo della moda, della bellezza e del design. Nella capitale Francese collabora con Charlie en Particulier, Tibault Vabre, Terry, Tom Pecheux, Sonia Rykiel, Hilton Mc Connico, Bonetti e Garouste e costruisce un’attività professionale di grande rilievo, che la porterà a essere Art Director e Responsabile Creativa per Maquillage di marchi internazionali come Nina Ricci, L’ Occitane, Strand Cosmetique, VH Cosmetiques, Gamma Croma. Da Parigi allarga i suoi orizzzonti professionali ed inizia una intensa collaborazione con la azienda di cosmetici Faberlic e la Russia, una grande cultura desiderosa di rinnovare l’antico splendore, che le offre nuove opportunità di evoluzione e scambio.

Ma in tutto questo percorso si fa strada in maniera sempre più insistente un sogno, che Chiara volentieri racconta: ” Sognavo un negozio di rose e rossetti, lo immaginavo in una città di quelle eleganti e misurabili in passi.  Immaginavo uno spazio di informazioni e pensieri, che progressivamente disvela uno stile, delle coincidenze, delle curiosità colte. Immaginavo la gioa essenziale di proporre colori pregiati che illuminano la vista, seducono la mente. Desideravo uno spazio che fosse anche una sorta di manifesto ideale del romanticismo, della sensualità e della bellezza.”

Ed è così che dopo 25 anni di ricca vita metropolitana lascia Parigi, dove mantiene alcune prestigiose consulenze, e ritorna nella terra di origine per concretizzare il suo sogno. Nel 2008 apre a Udine uno spazio che non si era mai mai visto prima: ‘Bois de Rose’, in cui confluiscono le sue attività di color designer e make up con quelle della decorazione floreale. Nel suo ‘Bois de Rose’ Chiara Fantig coltiva il pensiero creativo, ricerca e usa il colore, la materia pura, i pigmenti, i fiori, combina la sensualità tattile, olfattiva, visiva.

Col tempo inoltre Chiara inizia a scegliere e proporre alcuni oggetti e pezzi unici in tema con il suo mondo, opere che sono frutto di lavorazioni artigiane e di artisti, spesso di matrice locale ma, naturalmente, di spirito universale.

Nel 2009 e nel 2010 Bois de Rose si è arricchito di nuove professionalità e di nuovi segreti splendori: un fotografo di fama internazionale e un giardino incantato. Con Bois de Rose ha iniziato ufficialmente a collaborare l’artista francese Matthias Parillaud, fotografo eccelso di moda, fiori, cibo e bellezza, nonché sposo di Chiara e padre dei suoi figli.
A pochi metri dai suoi spazi Chiara ha riaperto uno stupendo giardino antico, di oltre 400mq, dotato di una orangerie ottocentesca che ora è il nuovo regno del make up e dei colori, nonche fondale scenografico vivente per piccoli eventi culturali, cerimonie e giochi .

Così in meno di tre anni Bois de Rose è diventato un catalizzatore di esperienze e saperi, un concentrato di life style, spazio dell’estetica fine e passionale. Un luogo dove si tengono corsi di trucco, dove le spose più sofisticate vengono a farsi fare il maquillage e a prenotare  il bouquet. Un luogo pubblico, per la gioia degli occhi e del cuore.

Virginio Briatore